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Laboratorio odontotecnico e dentista, un lavoro a due

2 settembre 2026 · Protesi · Dott. Giovanni Pinochi · 6 min di lettura
Laboratorio odontotecnico e dentista, un lavoro a due — Studi Dentistici Adamanti Montecatini Terme

Perché l'impronta pesa più del materiale scelto

Una protesi che non entra bene in bocca al primo colpo, quasi sempre, ha avuto un'impronta imprecisa. Il rilievo che passa dallo studio al laboratorio odontotecnico è il vero punto critico: da lì dipende se la protesi calzerà o se servirà rifare tutto da capo.

Molti pazienti pensano che la scelta del materiale sia il momento decisivo. Zirconio, ceramica, resina: la domanda arriva sempre prima ancora di aver visto un modello. In realtà il materiale conta meno di quanto si creda.

Se l'impronta non registra con precisione i margini della preparazione, la posizione delle gengive e il rapporto con i denti vicini, nessun materiale corregge l'errore. Il laboratorio odontotecnico lavora su quello che riceve: se il rilievo è impreciso, costruisce una protesi tecnicamente perfetta ma clinicamente sbagliata.

In studio dedichiamo tempo proprio a questo passaggio. Guardiamo il campo operatorio, controlliamo che non ci siano sangue o saliva residui, verifichiamo che il materiale da impronta abbia polimerizzato nei tempi corretti.

Un'impronta va rifatta se c'è anche solo un dubbio, perché il costo di rifarla è molto più basso del costo di rifare la protesi.

Le prove intermedie con l'odontotecnico, passo per passo

Servono almeno due o tre prove prima della consegna finale, e ognuna ha uno scopo diverso. La prima prova, spesso su un modello in cera, serve a controllare la forma e l'occlusione: come i denti si toccano quando la bocca si chiude.

Guardiamo insieme al paziente il profilo del sorriso, la lunghezza dei denti, il colore. È il momento in cui si può ancora cambiare quasi tutto senza sprecare lavoro, perché la cera si modella in pochi minuti.

La seconda prova avviene su una struttura più definitiva, spesso metallica o in zirconio senza la ceramica di rivestimento. Qui controlliamo la precisione del margine e l'adattamento sui denti pilastro o sull'impianto. Se qualcosa non torna, è il momento di correggere, non dopo.

Solo quando queste fasi sono state validate il laboratorio procede con la finitura estetica e la cottura definitiva. Saltare una prova per fare prima è la scelta che più spesso porta a una protesi che non calza, o che va ritoccata più volte dopo la consegna.

Il numero di prove non è un capriccio tecnico. Dipende dalla complessità del caso: una corona singola richiede meno passaggi di una riabilitazione che coinvolge più denti o un'arcata intera.

Modello in gesso e struttura protesica durante una prova in studio
Modello in gesso e struttura protesica durante una prova in studio

Quando una protesi non calza più

Il primo controllo, quando un paziente torna con una protesi che si muove o preme, è capire se il problema è nella protesi o in quello che la sostiene. Quasi mai è la protesi in sé a essersi rovinata: più spesso è l'osso sottostante che, nel tempo, si è riassorbito.

Guardo la radiografia insieme al paziente e valuto quanto spazio si è creato tra la protesi e il tessuto. Se lo scarto è piccolo, si può intervenire con una ribasatura, cioè un adattamento della base della protesi al nuovo profilo dei tessuti.

Se lo scarto è ampio, o se la struttura ha ceduto, la ribasatura non basta e serve rifare il manufatto.

Non tutte le protesi si ribasano allo stesso modo: dipende dal materiale della base e da quanto la struttura interna ha tenuto nel tempo. Prima di mandare qualcosa in laboratorio controllo sempre l'occlusione, perché un contatto sbilanciato può essere la causa reale del disagio, più della protesi in sé.

Chi arriva da Massa e Cozzile o dalla montagna pistoiese, con appuntamenti meno frequenti per via della distanza, ha bisogno di un piano di controlli scandito con più margine. Programmiamo le prove tenendo conto di questo, così da ridurre il numero di volte in cui serve tornare.

Prenota una valutazione se noti che la protesi si muove, preme in un punto preciso o non torna a contatto come prima. Prima si individua la causa, meno interventi servono per risolverla.

Lo studio si trova in centro a Montecatini Terme, vicino agli stabilimenti termali e a pochi minuti dalla stazione. Chi arriva da Pieve a Nievole raggiunge lo studio anche a piedi dalle zone più vicine, mentre da Pescia si arriva in circa un quarto d'ora lungo la SS435 o in treno sulla linea Lucca–Firenze.

Per capire meglio la differenza tra i vari materiali disponibili puoi leggere Protesi che non tiene più: da Buggiano si parte dall'osso, oppure approfondire il tema della continuità delle cure con Prenota una valutazione per la tua protesi.

FAQ

Domande frequenti

Quante prove servono prima di consegnare una protesi?

Dipende dal caso: una corona singola può richiedere una sola prova intermedia, una riabilitazione più estesa ne richiede almeno due o tre, per controllare forma, occlusione e adattamento prima della finitura definitiva.

Cosa succede se l'impronta non è precisa?

Il laboratorio costruisce comunque la protesi, ma il risultato può non calzare bene sui margini o sull'occlusione. In quel caso conviene rifare l'impronta prima di procedere, non dopo aver ricevuto il manufatto finito.

A Montecatini quanto tempo serve tra prima visita e consegna della protesi?

Varia in base alla complessità del caso e al numero di prove necessarie. Nella prima visita valutiamo insieme i tempi realistici, tenendo conto anche della distanza da cui arrivi per organizzare i controlli.

Si può ribasare una protesi invece di rifarla?

Sì, se lo scarto tra protesi e tessuto è contenuto e la struttura interna è ancora integra. Se il riassorbimento osseo è marcato o la struttura ha ceduto, la ribasatura non è sufficiente e serve un nuovo manufatto.

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Dott. Giovanni Pinochi

Dott. Giovanni Pinochi

Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Pistoia n. 322

Si occupa di conservativa, endodonzia, protesi nello studio di Via Tripoli 22, Montecatini Terme.

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