
Recessione gengivale ferma o in corsa, come capirlo




La risposta breve
Recessione gengivale: come si capisce se la gengiva è ferma o si ritira ancora, e come la misuriamo in Via Tripoli a Montecatini Terme.
- Chi risponde
- Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Montecatini Terme
- Pubblicato
- 18 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Una recessione gengivale non si giudica da quanta radice si vede, ma da se il ritiro è fermo o sta ancora avanzando. Lo si capisce solo misurando la gengiva in millimetri e confrontando le misure nel tempo. Da questa differenza dipende quasi tutto: se basta sorvegliare o se serve una cura.
Luca La Scala, odontoiatra: in Via Tripoli a Montecatini Terme lavoro in tutte le aree dello studio, dall'igiene alla parodontologia.
Perché conta più il movimento della quantità?
Perché una gengiva ritirata da anni e ferma pesa meno di un ritiro piccolo che cresce ogni mese.
Molti arrivano preoccupati da un colletto scoperto che hanno da sempre. Altri non si accorgono di nulla mentre la gengiva scende di mezzo millimetro all'anno.
Il primo caso spesso non chiede niente. Il secondo sì.
Allo specchio le due situazioni sembrano identiche. Per questo la domanda utile non è «quanto è ritirata?», ma «si sta muovendo?».
Come si misura una gengiva che si ritira?
Con una sonda millimetrata, dente per dente, annotando sempre gli stessi punti.
Per ogni dente registro tre numeri:
- La radice scoperta. La distanza fra il bordo dello smalto e il margine della gengiva.
- La tasca. Quanto la sonda scende fra dente e gengiva, dove l'occhio non arriva.
- Il sanguinamento. Se il tessuto sanguina al sondaggio, c'è un'infiammazione attiva.
Questi numeri restano in cartella. Da soli dicono poco. Diventano utili al controllo successivo, quando li rimisuro negli stessi punti e li confronto.
Quando serve, guardo anche l'osso con le radiografie. La gengiva poggia lì sopra: se l'osso cala, lei lo segue.
Quando la recessione gengivale è il segno di un problema più profondo?
Quando si accompagna a tasche profonde, a sanguinamento o a denti che iniziano a muoversi: allora dietro c'è spesso una parodontite.
Un ritiro da spazzolamento troppo energico ha di solito una gengiva rosa e compatta, che sta semplicemente più in basso. Un ritiro da parodontite ha sotto un'infiammazione che consuma l'osso.
In questo secondo caso il colletto scoperto è la parte meno seria. Il lavoro riguarda tutta la bocca, e lo descrivo nella pagina sulla cura della parodontite.
Spesso si comincia da una pulizia profonda delle radici, la levigatura radicolare, eseguita per settori. È una scelta che si fa dopo aver misurato, non prima.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Quali cause fanno avanzare il ritiro?
Quelle che agiscono ancora oggi: finché la causa lavora, la gengiva continua a scendere.
- Lo spazzolamento con forza. Setole dure e movimento orizzontale consumano il margine su canini e premolari.
- L'infiammazione non curata. La placca fra i denti mantiene attiva la perdita di osso.
- Il fumo. Nasconde il sanguinamento e rallenta la guarigione dei tessuti.
- Le forze sul dente. Un dente fuori arcata, un piercing al labbro, il serrare i denti di notte.
Una gengiva sottile per natura non è una causa, ma rende il terreno più fragile. In quel caso ogni altro fattore pesa di più.
Chi viene da Pescia o da Buggiano mi dice spesso: «Me l'ha fatto notare l'igienista». Succede. Chi guarda la tua bocca a distanza di mesi vede cambiamenti che tu, ogni mattina, non registri.

Quando non serve un intervento sulla gengiva?
Se la recessione è piccola, stabile e non dà fastidio, di solito basta togliere la causa e continuare a misurare.
Prima vengono le cose semplici. Correggere la tecnica di spazzolamento, curare l'infiammazione se c'è, rivedere la gengiva ai richiami di igiene.
Se dopo alcuni mesi i millimetri sono gli stessi, il ritiro è fermo. A quel punto la scelta sensata, spesso, è lasciarlo com'è e sorvegliarlo.
Operare una gengiva stabile e senza disturbi raramente ha senso. Lo dico anche a chi arriva aspettandosi altro.
Cosa si valuta se il ritiro continua?
Se le misure peggiorano nonostante la causa sia stata corretta, si valuta la chirurgia mucogengivale.
Una delle tecniche è l'innesto di tessuto connettivo. Un sottile lembo, prelevato di solito dal palato, viene posto sulla radice per ispessire la gengiva.
Quanta radice si riesca a coprire dipende dall'osso fra i denti e dal tipo di ritiro. Prima di aver visto la bocca non lo si può dire. Per questo non do percentuali.
Se invece il dente ha perso troppo sostegno, il discorso cambia. Allora si parla di come sostituirlo, anche con gli impianti dentali. È l'ultima strada, non la prima.
Ogni quanto si ricontrolla una gengiva ritirata?
Di solito ai richiami di igiene, rimisurando gli stessi punti; la cadenza dipende da quanto il ritiro è attivo.
Una recessione ferma da anni si guarda con i controlli normali. Una che si è mossa da poco va rivista più ravvicinata, finché due misure di fila non coincidono.
Il primo appuntamento è la visita dentistica di partenza, quella in cui si prendono i numeri di riferimento. Senza quella base ogni controllo successivo resta un'impressione.
Lo studio è in Via Tripoli 22, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Montecatini Terme, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
Il primo passo è una visita: misuriamo insieme la gengiva, capiamo se il ritiro è fermo o attivo e da cosa dipende. Chiama lo 0572 78502 oppure prenota una visita online; ti aspetto in Via Tripoli 22 a Montecatini Terme, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
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Cura della parodontite a Montecatini Terme
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Tripoli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Recessione gengivale ferma o in corsa, come capirlo
1. La gengiva ritirata può ricrescere da sola?
2. Dopo quanto tempo si capisce se la recessione è ferma?
3. Posso accorgermi da solo che la gengiva si ritira?
4. La recessione gengivale è ereditaria?
5. Lo spazzolino elettrico fa ritirare la gengiva?
6. L'apparecchio per i denti può far ritirare la gengiva?
7. Con la gengiva ritirata si rischia di perdere il dente?
8. Come si svolge l'innesto di gengiva?
Cosa dicono i pazienti
Ambiente molto pulito e accogliente, Medici molto competenti e che si prendono cura della persona con gentilezza e professionalità. L accoglienza è curata da Monica sempre presente e gentilissima
Entrata come un pugile, uscita con un sorriso da star! Con le mani fatate del Dott. La Scala e l'accoglienza di Monica, quasi ti dimentichi di essere dal dentista. Professionisti veri e pure simpatici!
Effettuato igiene e devo dire personale molto gentile e dottore competente.
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