
Studio La Scala · Montecatini Terme
Parodontologo a Montecatini Terme




Parlarci non ti impegna. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

Scritto e revisionato da Dott. Luca La Scala, Direttore Sanitario · Albo Odontoiatri di Pistoia n. 197 · Aggiornato il 6 settembre 2026 · Lettura: 6 min
In sintesi
Questa pagina spiega la cura della parodontite a Montecatini Terme nello studio di Via Tripoli: i segnali che quasi tutti interpretano male, come si diagnostica con il sondaggio e le radiografie, in cosa consiste la terapia sotto gengiva, perché i richiami decidono il risultato e cosa succede all'osso perso.
Chi cerca un parodontologo a Montecatini di solito ha una gengiva che sanguina da mesi, un dente che si è allungato o che comincia a muoversi, e la sensazione che il problema stia peggiorando in silenzio. È così: la parodontite è una malattia dei tessuti che tengono in piedi il dente, e la sua caratteristica peggiore è che avanza per anni senza dolore.
Qui trovi come si riconosce, come si misura e come si tratta in studio, con il medico che segue la terapia e i richiami.
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Quali sono i segnali della parodontite?
Il sanguinamento durante lo spazzolamento è il primo, e viene quasi sempre interpretato male: si smette di spazzolare in quel punto per non farlo sanguinare, e l'infiammazione peggiora.
Poi ci sono l'alito che cambia, la gengiva che si ritira e scopre il colletto del dente, la sensazione che i denti si siano allungati, gli spazi neri che compaiono fra un dente e l'altro, e alla fine la mobilità.
Quando un dente si muove, la parodontite è già avanzata: l'osso che lo sosteneva si è ridotto e non torna da solo. Il momento buono per intervenire è quello del sanguinamento, non quello della mobilità.

Come si diagnostica la parodontite?
Misurando con una sonda millimetrata la profondità del solco fra dente e gengiva in più punti attorno a ogni dente, e con radiografie che mostrano il livello dell'osso: non basta guardare.
I valori del sondaggio si annotano e diventano un quadro di riferimento: alla rivalutazione si confrontano punto per punto. Insieme al sondaggio servono radiografie che mostrino il livello dell'osso. È l'unico modo per distinguere una gengivite, reversibile, da una parodontite, che ha già intaccato l'osso.
Nella visita si registrano anche fumo, diabete e farmaci, perché cambiano la risposta alla terapia e l'intervallo dei richiami.

In cosa consiste la terapia parodontale?
Nella rimozione meccanica del tartaro e del biofilm batterico sotto la gengiva, quadrante per quadrante, in anestesia locale: è la parte del trattamento che risolve la maggior parte dei casi.
La strumentazione sotto gengiva, chiamata curettage o levigatura radicolare, pulisce le radici dove lo spazzolino non arriva e permette alla gengiva di riaderire. La pagina dedicata al curettage spiega come si svolge e cosa si sente.
Dopo qualche settimana si rivaluta: si risonda, si vede dove i valori sono rientrati e dove no. Solo per le zone che non rispondono si valutano interventi ulteriori, mirati a quelle tasche.
- Visita, sondaggio e radiografie. Il quadro di partenza, punto per punto.
- Terapia causale. Strumentazione sotto gengiva, per quadranti, in anestesia locale.
- Rivalutazione. Nuovo sondaggio dopo alcune settimane.
- Interventi mirati. Solo dove le tasche non rispondono.
- Richiami di mantenimento. A intervalli stabiliti: è la parte che decide il risultato.


Cura delle gengive a Montecatini Terme
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Perché i richiami decidono il risultato?
Perché la parodontite è una malattia cronica: si controlla, non si guarisce una volta per tutte, e il richiamo periodico a intervalli concordati è quello che impedisce alle tasche di riformarsi.
L'intervallo si stabilisce sul singolo caso alla rivalutazione, in genere ogni tre o quattro mesi all'inizio, e viene rivisto nel tempo. Saltare i richiami è il modo più comune di perdere, in due anni, quello che la terapia aveva recuperato.
Nei richiami si risonda, si rimuovono i depositi, si corregge l'igiene a casa dove non funziona: sapere esattamente dove si lascia placca cambia il modo in cui ci si lava i denti nei mesi successivi.

L'osso perso con la parodontite si può recuperare?
In alcune situazioni specifiche si può intervenire per rigenerarne una parte, ma non è la regola: l'obiettivo principale della terapia è fermare la perdita, non riportare tutto indietro.
Quando la terapia ha stabilizzato la malattia e restano tasche profonde in punti precisi, si valutano interventi rigenerativi mirati. Quando invece un dente ha perso quasi tutto il sostegno, la scelta onesta è pianificare la sostituzione, e la pagina sugli impianti dentali spiega le condizioni: un impianto si mette in una bocca in cui la parodontite è sotto controllo, non prima.
Il Dott. Luca La Scala, Direttore Sanitario dello studio, segue la terapia parodontale e i richiami, ed è la stessa persona che valuta gli impianti quando servono.

Parodontite a Montecatini Terme: le situazioni più frequenti
In Via Tripoli la parodontite arriva soprattutto in due modi. Il primo è la visita per altro: si viene per un dente sensibile e il sondaggio trova tasche profonde in tutta la bocca, mai sentite. Il secondo è la mobilità: un incisivo inferiore che si muove, in persone fra i cinquanta e i settant'anni che si lavano i denti da sempre e non capiscono cosa sia successo.
Una parte dei pazienti arriva con la richiesta di un impianto per un dente che si muove, e scopre che il problema non è quel dente ma la bocca: prima si stabilizza la malattia, poi si decide cosa fare del dente. È l'ordine giusto anche quando allunga i tempi.
Per chi viene da Pescia, Monsummano, Buggiano o dalla montagna pistoiese, la terapia si organizza per quadranti in poche sedute ravvicinate e i richiami si concordano sul calendario di chi si sposta.
Quando la terapia parodontale non è la scelta giusta, o non basta?
La terapia sotto gengiva risolve la maggior parte dei casi, non tutti. Queste sono le eccezioni, dette prima.
- Gengivite senza perdita d'osso. Basta l'igiene professionale e la correzione delle abitudini: non serve la terapia parodontale.
- Dente con sostegno quasi del tutto perso. Si pianifica la sostituzione invece di insistere su una terapia senza prospettive.
- Fumo pesante non controllato. Riduce la risposta alla terapia; se ne parla prima, e si adatta il piano.
- Diabete non compensato. Si coordina con il medico curante: la parodontite peggiora il controllo glicemico e viceversa.
- Chi non può seguire i richiami. Senza mantenimento il risultato non regge: è una cosa da sapere prima di iniziare.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita, sondaggio e radiografie. Si misura la malattia punto per punto e si consegna il preventivo scritto.
- 2Terapia sotto gengiva per quadranti. In anestesia locale, in poche sedute ravvicinate; rivalutazione dopo alcune settimane.
- 3Richiami di mantenimento. A intervalli stabiliti sul caso, con lo stesso medico.
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Come si può pagare?
Le sedute di igiene e le terapie delle gengive hanno un costo per seduta noto prima di iniziare; il richiamo periodico si concorda in studio.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella pagina dei prezzi: il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
- Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
- Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
- Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.
Cosa dicono i pazienti
Vengo da qualche anno dai dottori Luca e Giovanni e mi trovo benissimo, ho inserito sia capsule ed effettuato igiene dentale, nessun dolore, fastidio, tanta professionalità sia da parte dei dottori sia del resto del personale molto gentile e affabile.
Entrata come un pugile, uscita con un sorriso da star! Con le mani fatate del Dott. La Scala e l'accoglienza di Monica, quasi ti dimentichi di essere dal dentista. Professionisti veri e pure simpatici!
Cliente già dà 3 anni, ho trovato qui accoglienza genuina e grande dedizione al lavoro, sono fumatore ma ogni igiene i miei denti tornano lindi grazie mille
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
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Domande frequenti: cura della parodontite a Montecatini Terme
1. Se le gengive sanguinano devo spazzolare di meno?
No, è il contrario. Il sanguinamento è il segno di un'infiammazione dovuta alla placca: smettere di pulire quella zona la peggiora. Va però capito da cosa dipende, quindi il passaggio corretto è la visita.
2. L'osso perso si può recuperare?
In alcune situazioni specifiche si può intervenire per rigenerarne una parte, ma non è la regola. L'obiettivo principale della terapia parodontale è fermare la perdita, non riportare tutto indietro.
3. Quanto spesso servono i richiami?
Dipende dalla gravità del quadro e da come rispondi alla terapia. L'intervallo si stabilisce sul singolo caso alla rivalutazione, e viene rivisto nel tempo.
4. La terapia parodontale fa male?
Si esegue in anestesia locale. Nei giorni successivi la gengiva può essere sensibile e i colletti scoperti possono reagire al freddo; in genere regredisce.
5. La parodontite è contagiosa?
I batteri passano, la malattia no: dipende anche dalla risposta della persona. In una coppia ha senso che entrambi facciano un controllo.
6. Un dente che si muove si può salvare?
Dipende da quanto osso è rimasto. Con la terapia e i richiami molti denti con mobilità lieve si stabilizzano; con sostegno quasi assente si pianifica la sostituzione.
7. Si possono mettere impianti se ho la parodontite?
Solo dopo aver stabilizzato la malattia. Un impianto in una bocca infiammata ha un rischio alto di perimplantite.
8. Il fumo peggiora la parodontite?
Sì: riduce la risposta alla terapia e maschera il sanguinamento, che è il segnale d'allarme. È uno dei fattori che si registrano alla prima visita.
9. Cos'è il curettage gengivale?
La strumentazione sotto gengiva che rimuove tartaro e biofilm dalle radici. È il cuore della terapia parodontale; la pagina dedicata spiega come si svolge.
10. Ogni quanto vanno rifatte le radiografie?
A intervalli stabiliti sul caso, per confrontare il livello dell'osso con la volta precedente. Non a ogni richiamo.
11. Chi segue la parodontologia nello studio?
Il Dott. Luca La Scala, Direttore Sanitario dello studio di Via Tripoli 22 a Montecatini Terme. Telefono 0572 78502, dal lunedì al venerdì 9–19.