
Montecatini Terme · Cura della parodontite
Gengive ritirate che non ricrescono: cosa si può fermare




La risposta breve
Gengive ritirate: perché non ricrescono da sole, cosa fermare e cosa si può ricoprire. Lo spiego dallo studio di Montecatini Terme.
- Chi risponde
- Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Montecatini Terme
- Per chi
- Chi si cura a Montecatini Terme
- Pubblicato
- 13 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Le gengive ritirate non ricrescono da sole: il tessuto che si è abbassato non torna su con collutori o rimedi di casa. Si può però capire perché si è ritirato, fermare la causa e, in alcuni casi valutati in visita, ricoprire una parte della radice scoperta. Prima si ferma il ritiro, poi si decide il resto.
Sono il Dott. Luca La Scala e in Via Tripoli 22, a Montecatini Terme, seguo i pazienti in tutte le aree dello studio, parodontologia compresa.
La gengiva che si è abbassata può ricrescere?
No, la gengiva persa non ricresce da sola, ma quella che resta si può proteggere.
Me lo chiedono quasi tutti, spesso dopo aver letto in rete come far ricrescere le gengive in pochi giorni. La gengiva è appoggiata sull'osso. Quando l'osso sotto si riduce, o quando il tessuto viene consumato, il margine scende e scopre la radice.
Nessun dentifricio lo riporta dov'era.
Quello che si può fare è diverso. Si ferma il ritiro. Si riduce la sensibilità. E quando la situazione lo permette, un piccolo intervento sulla gengiva può coprire di nuovo una parte della radice, con esiti che cambiano da bocca a bocca.
Perché la mia gengiva si sta ritirando?
Le cause principali sono due, la parodontite e lo spazzolamento sbagliato, e vanno distinte perché si affrontano in modo opposto.
- Parodontite. Il tartaro sotto la gengiva infiamma i tessuti e l'osso si riduce: la gengiva segue l'osso verso il basso. Spesso non fa male. Sanguina un po', e basta.
- Spazzolino duro o gesto troppo forte. Chi pulisce con energia, in orizzontale, consuma il margine di canini e premolari. Qui la bocca è spesso molto pulita.
- Gengive sottili di natura. Alcune persone hanno un tessuto fine, che cede prima degli altri.
- Denti fuori posto o serrati di notte. Un dente spostato fuori arcata o i carichi del bruxismo favoriscono il ritiro in punti precisi.
- Fumo. Nasconde il sanguinamento e fa sembrare sana una gengiva che sta perdendo terreno.
Capire quale di queste cause agisce sulle gengive che si ritirano è il lavoro della prima visita. Senza questo passaggio, qualsiasi rimedio resta un tentativo.
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Quali rimedi per le gengive ritirate funzionano davvero?
A casa funzionano i rimedi che tolgono la causa, non quelli che promettono di far risalire il tessuto.
- Spazzolino morbido. Setole morbide, movimento dalla gengiva verso il dente, poca pressione. Con l'elettrico conviene un modello con sensore di pressione.
- Pulizia fra i denti. Scovolini della misura giusta, che in studio si provano uno per uno.
- Dentifricio per denti sensibili. Calma il fastidio al freddo sulla radice scoperta, ma non cambia il livello della gengiva.
- Igiene professionale regolare. Toglie il tartaro dove lo spazzolino non arriva.
Oli, bicarbonato, impacchi di erbe e collutori «rigeneranti» non riportano su una gengiva ritirata. Il bicarbonato strofinato ogni giorno, anzi, può consumare ancora di più la radice esposta.
Cosa succede in visita se la gengiva si è ritirata?
In visita misuro quanto si è ritirata la gengiva, se sta ancora scendendo e perché, dente per dente.
Con una sonda sottile controllo la profondità fra dente e gengiva e il sanguinamento. Le radiografie mostrano l'osso sotto. Da lì si capisce se siamo davanti a una parodontite, che si segue nel percorso di cura della parodontite, o a un ritiro meccanico con osso sano.
Se ci sono tasche con tartaro profondo, il primo passo è di solito la levigatura radicolare, fatta per settori con l'anestesia locale. Se invece il problema è il gesto dello spazzolino, si corregge quello e ci si rivede dopo qualche mese.
Chi non fa un controllo da tempo parte dalla visita dentistica, che guarda anche la gengiva.
Lo studio è in Via Tripoli 22, a pochi passi dagli stabilimenti termali come il Tettuccio. Dalla stazione di Montecatini Terme sono dieci minuti a piedi, e si parcheggia nelle vie attorno allo studio. Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.
Molti pazienti con gengive ritirate vengono da Monsummano e da Pieve a Nievole, altri scendono da Montecatini Alto o arrivano da Pescia e Buggiano dall'uscita A11 Montecatini. Le altre informazioni pratiche sono nella pagina del dentista a Montecatini Terme.

Quando non serve un intervento sulla gengiva?
Non serve quando il ritiro è piccolo, fermo nel tempo e non dà fastidio: lì basta correggere lo spazzolamento e controllare.
Molte recessioni di un millimetro o due restano uguali per anni. Se l'osso è sano, la radice non è sensibile e il margine non si vede quando si sorride, operare aggiunge un intervento senza un vero guadagno.
L'ordine è sempre lo stesso. Prima si toglie la causa e si osserva. Poi, se il margine continua a scendere, se la radice fa male o se il dente è a rischio, si valuta insieme la chirurgia per ricoprirla.
È una scelta che si fa dopo le misure. Non sulla prima impressione.
Cosa rischio se lascio le gengive ritirate così?
Se la causa resta attiva, il ritiro continua e porta sensibilità, carie sulla radice e, con la parodontite, denti che si muovono.
- Sensibilità. La radice non ha smalto: freddo, dolce e spazzolino si sentono di più.
- Carie di colletto. Si formano sulla radice scoperta, vicino al margine della gengiva, e a volte arrivano al nervo: allora per tenere il dente serve l'endodonzia.
- Denti mobili. Con la parodontite l'osso che sostiene il dente si riduce. Se un dente si perde, sostituirlo con gli impianti dentali richiede prima gengive curate e stabili.
Non è un percorso obbligato. Quando la causa viene fermata, molte bocche restano stabili a lungo, con controlli a una cadenza decisa sulla loro storia.
Il primo passo è una visita: guardiamo insieme la gengiva, misuriamo il ritiro e ti dico se basta cambiare spazzolino e abitudini o se serve una cura. Chiama lo 0572 78502 oppure scegli un orario sulla prenotazione online.
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Domande frequenti: Gengive ritirate che non ricrescono: cosa si può fermare
1. Le gengive ritirate possono tornare come prima?
2. Una gengiva che si ritira fa male?
3. Lo spazzolino elettrico fa ritirare la gengiva?
4. Ogni quanto va controllata una gengiva ritirata?
5. Il fumo peggiora il ritiro della gengiva?
Cosa dicono i pazienti
Cliente già dà 3 anni, ho trovato qui accoglienza genuina e grande dedizione al lavoro, sono fumatore ma ogni igiene i miei denti tornano lindi grazie mille
E’ la prima volta che vengo in questo studio per fare un’igiene orale e mi sono trovato benissimo.
Professionalità eccezionale accoglienza stupenda a partire da Monica sempre disponibile e sempre pronta ad accoglierti con il sorriso il dottor Luca stupendo e anche tutte le altre ragazze . Grazie mille
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