
Montecatini Terme · Cura della parodontite
Gengivite espulsiva, è davvero la gengiva che spinge?




«Effettuato igiene e devo dire personale molto gentile e dottore competente.» · Simone Gentili, recensione su Google
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La risposta breve
Gengivite espulsiva: cosa significa davvero quando i denti si muovono, quando basta l'igiene e quando serve altro, a Montecatini Terme.
- Chi risponde
- Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Montecatini Terme
- Per chi
- Chi si cura a Montecatini Terme
- Pubblicato
- 23 ottobre 2026 · 6 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
La gengivite espulsiva non è una diagnosi: è il modo in cui molti pazienti descrivono gengive che sanguinano, si ritirano e lasciano i denti mobili. Nella maggior parte dei casi dietro c'è una parodontite, che si ferma solo pulendo in profondità sotto la gengiva. Più presto si guarda, più osso resta.
Sono il Dott. Luca La Scala e in Via Tripoli 22, a Montecatini Terme, mi occupo della cura delle malattie gengivali e parodontali.
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Entrata come un pugile, uscita con un sorriso da star! Con le mani fatate del Dott. La Scala e l'accoglienza di Monica, quasi ti dimentichi di essere dal dentista. Professionisti veri e pure simpatici!
Ho eseguito un intervento questa settimana e posso dire che il dottor La Scala è stato molto professionale. Lo staff è stato eccellente nelle spiegazioni e nella gentilezza.
Perché si parla di gengivite espulsiva se la gengiva non spinge niente?
Perché l'effetto che si vede è quello: il dente sembra uscire da solo, allungarsi, muoversi.
In realtà la gengiva non espelle nulla. Si ritira perché sotto, lungo la radice, l'osso che teneva il dente si sta consumando. Quando l'osso scende, il colletto resta scoperto e il dente appare più lungo.
La parola popolare mette insieme due cose diverse:
- La gengivite vera. Infiammazione della sola gengiva, reversibile, senza perdita di osso.
- La parodontite. L'infiammazione è scesa sotto, ha mangiato osso e legamento, e quella parte non torna da sola.
- La retrazione da spazzolamento. Gengiva che si ritira per traumi meccanici, con osso ancora buono.
Capire quale delle tre si ha davanti cambia tutto. Lo si distingue con una visita, delle radiografie e il sondaggio dei solchi, dente per dente.
Quali sintomi devo prendere sul serio?
Sanguinamento mentre ti lavi i denti, alito pesante e denti che si muovono: sono i tre segnali che non vanno rimandati.
Il dolore, nella gengivite, spesso non c'è o è un fastidio sordo. È questo che inganna: la malattia avanza senza male acuto e si nota quando i denti sono già mobili.
- Sanguina lo spazzolino. Una gengiva sana non sanguina quando la pulisci.
- Gengive gonfie e lucide. Il bordo diventa rosso scuro e si stacca dal dente.
- Spazi nuovi fra i denti. Il cibo si ferma dove prima non entrava.
- Fastidio al freddo sui colletti. Segno che la radice è esposta.
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Quanto dura un'infiammazione delle gengive prima di passare?
Una gengivite semplice si calma in sette-dieci giorni se la causa viene rimossa; se dopo due settimane sanguini ancora, la causa è rimasta sotto.
Le gengive infiammate durano finché dura il deposito batterico che le irrita. Il tartaro sopra la gengiva lo togli in studio in una seduta. Quello sotto, dentro la tasca, lo spazzolino non lo raggiunge.
Ecco perché tante persone mi dicono: «Mi lavo i denti tre volte al giorno e sanguino comunque». Non sbagliano per pigrizia. Stanno pulendo sopra un problema che vive quattro millimetri più in basso.
Cosa posso fare subito a casa, nell'attesa?
Pulire bene e con calma, senza accanirti: spazzolino morbido, filo o scovolino ogni sera, nessuna frizione violenta sui colletti.
Spazzolare più forte peggiora le recessioni. Il movimento utile è breve, inclinato verso il bordo gengivale, ripetuto con pazienza su ogni gruppo di denti.
I collutori danno sollievo per qualche giorno e abbassano il sanguinamento, ma non rimuovono il tartaro. Sono un aiuto, non una cura.
Se una zona è gonfia e dolente, l'acqua tiepida salata calma. Se il gonfiore sale sulla guancia o compare febbre, serve una valutazione in giornata.

Come si cura, passo per passo?
Prima si misura, poi si pulisce in profondità, poi si rivaluta: la chirurgia, se serve, viene solo dopo.
Il percorso che seguo in Via Tripoli è sempre lo stesso, e parte da una prima visita con radiografie e sondaggio.
- Mappa delle tasche. Sei misure per dente: è il documento che dice dove si è perso osso.
- Pulizia sotto gengiva. La levigatura delle radici seduta per seduta toglie il tartaro dentro la tasca, in anestesia locale.
- Controllo a otto settimane. Si rimisura tutto: dove il sanguinamento è sparito, si passa al mantenimento.
- Mantenimento. Richiami ogni tre, quattro o sei mesi secondo il rischio. È la parte che tiene il risultato nel tempo.
Quando il quadro è avanzato, questa è la strada: il percorso di cura della parodontite, cioè della gengivite espulsiva, con tempi e tappe scritti prima di cominciare.
Se un dente ha perso troppo supporto e va comunque sacrificato, ragioniamo su come sostituirlo con un impianto solo dopo che l'infiammazione è spenta. Mai prima.
Quando non serve subito la chirurgia gengivale?
Nella grande maggioranza dei casi: la soluzione meno invasiva viene prima, e spesso basta.
L'alternativa semplice è la pulizia profonda non chirurgica ripetuta, insieme a un'igiene domiciliare corretta. Su tasche fino a cinque millimetri, questo risolve gran parte delle situazioni.
La chirurgia si valuta solo se, dopo la rivalutazione, restano tasche profonde che continuano a sanguinare. E ci sono condizioni in cui si rimanda o si cambia strada: fumo pesante non ridotto, diabete scompensato, igiene domiciliare ancora insufficiente. Operare su una bocca non pulita non ha senso.
Chi arriva in Via Tripoli con i denti che si muovono?
Persone che convivono col sanguinamento da anni, e che arrivano quando un incisivo inferiore comincia a ballare.
Lo studio è in Via Tripoli 22, a pochi passi dagli stabilimenti termali e dal Tettuccio: dalla stazione di Montecatini Terme sono dieci minuti a piedi, e nelle vie attorno si parcheggia. Chi scende dal viale Verdi o da Montecatini Alto ci mette pochi minuti.
Dalla Nievole, da Monsummano Terme e da Pieve a Nievole molti pazienti vengono in macchina per i richiami di mantenimento. Da Pescia, Buggiano e Massa e Cozzile si arriva comodi con l'uscita A11 Montecatini.
Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19: le sedute di pulizia profonda le teniamo volentieri a inizio mattina, quando la bocca è meno sensibile. Trovi tutti i riferimenti anche nella pagina dello studio di Montecatini Terme.
Il primo passo è una visita: portiamo in chiaro le misure, vediamo quanto osso c'è ancora e decidiamo insieme. Chiama lo 0572 78502 o prenota online su https://prenota.adamanti.it/prenota/montecatini.
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Se ti riguarda
Cura della parodontite a Montecatini Terme
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Tripoli e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Montecatini Terme
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Gengivite espulsiva, è davvero la gengiva che spinge?
1. La gengivite espulsiva fa sempre male?
2. Quanto durano le gengive infiammate dopo una pulizia profonda?
3. Un dente che si muove si può ancora salvare?
4. Serve la devitalizzazione quando la gengiva si ritira?
5. Ogni quanto devo tornare per i controlli?
Cosa dicono i pazienti
Professionalità eccezionale accoglienza stupenda a partire da Monica sempre disponibile e sempre pronta ad accoglierti con il sorriso il dottor Luca stupendo e anche tutte le altre ragazze . Grazie mille
Ambiente molto pulito e accogliente, Medici molto competenti e che si prendono cura della persona con gentilezza e professionalità. L accoglienza è curata da Monica sempre presente e gentilissima
Cliente già dà 3 anni, ho trovato qui accoglienza genuina e grande dedizione al lavoro, sono fumatore ma ogni igiene i miei denti tornano lindi grazie mille
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