
Quando un impianto non si può fare, e quando solo non adesso




La risposta breve
Parodontite attiva, osso insufficiente, terapie in corso: quasi nessuna di queste chiude la porta per sempre. Cambia l'ordine delle cose, e il momento.
- Chi risponde
- Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Montecatini Terme
- Pubblicato
- 12 agosto 2026 · 7 min di lettura
- Area
- Impianti e denti fissi
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Le condizioni che escludono un impianto dentale una volta per tutte sono pochissime. Quasi tutto il resto è un problema di ordine: una gengiva malata si cura prima, l'osso si misura prima, certe terapie in corso si concordano con il medico che le ha prescritte. Il rischio più concreto, per chi ha un dente da sostituire, non è sentirsi dire di no. È sentirsi dire di sì troppo presto.
Sono Luca La Scala, mi occupo di implantologia e chirurgia orale in Via Tripoli, a Montecatini Terme, dal 1997. Quello che segue è la parte del colloquio che ripeto più spesso e che sui siti si legge poco: quando dico di aspettare, quando dico di no, e da cosa dipende la differenza fra le due cose.
Due liste, e non si somigliano affatto
La prima è corta. Ci stanno le situazioni in cui la risposta è no e non la decido da solo: alcune terapie oncologiche in corso, in particolare quelle che riguardano la testa e il collo, certe condizioni generali gravi e non compensate, un ragazzo la cui crescita ossea non è ancora finita — lì l'impianto resterebbe fermo mentre tutto il resto della bocca continua a spostarsi. In questi casi telefono a chi segue la persona per la patologia principale, e la decisione la prendiamo in due.
La seconda lista è molto più lunga e contiene quasi tutti i pazienti che si sentono dire di no. Non è una lista di divieti. È una lista di cose che vanno messe in fila nell'ordine giusto, e il posto dell'impianto in quella fila non è mai il primo.
La differenza pratica fra le due liste è una sola: la seconda ha una data. Quando dico di aspettare, dico anche cosa deve succedere perché l'attesa finisca e chi la deve far succedere. Un rinvio senza condizioni scritte non è una decisione clinica, è un modo educato per non prendersene una.
La gengiva viene prima della vite
Questa è la ragione più frequente per cui rimando un intervento, e anche quella che i pazienti accettano peggio.
Una parodontite attiva vuol dire che nella bocca c'è una popolazione batterica che sta consumando l'osso attorno ai denti naturali. Un impianto in mezzo a quella situazione non è protetto dal fatto di essere di titanio: gli stessi batteri colonizzano i tessuti attorno alla vite, e quando l'osso comincia a scendere lì, ricostruirlo è molto più difficile che attorno a un dente. In più l'impianto non fa male e non si caria. Non ti avvisa. Te ne accorgi quando la corona si muove, e a quel punto la parte di osso persa non torna.
Quindi l'ordine è: terapia parodontale, rivalutazione a distanza di qualche settimana, e solo dopo la decisione sull'impianto. Alla rivalutazione si risonda tutto e si guardano tre cose: se le tasche si sono ridotte, se il sanguinamento è sparito, e come sta andando la pulizia a casa — perché la terza spiega buona parte delle prime due.
Il limite di questo ragionamento è che non so in anticipo come risponderà una gengiva. Ci sono bocche messe peggio che alla rivalutazione sono irriconoscibili, e altre che partivano meglio e non si muovono di un millimetro. Chi ti dice quanto durerà la fase parodontale prima di averla iniziata sta tirando a indovinare. Per questo le sedute di igiene del primo periodo non sono un accessorio del preventivo: sono lo strumento con cui si misura se la strada dell'impianto si apre o no.
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L'osso si misura, non si giudica a occhio
Una radiografia panoramica dice che manca un dente e dà un'idea dell'altezza dell'osso. Non dice lo spessore, che è il numero da cui dipende quasi tutto, e non dice con precisione dove passa il nervo o quanto è disceso il seno mascellare.
Per questo la valutazione implantologica seria comincia da un esame tridimensionale. "Non hai osso" detto dopo una panoramica è una frase che vale poco: a volte, misurando, l'osso c'è. Altre volte non c'è davvero, e allora la discussione si sposta su cosa si può ricostruire, in quanto tempo, e se ne vale la pena per quel singolo dente in quella singola bocca.

Le cose che devi dirmi anche se non te le chiedo tre volte
Qui il problema non è clinico, è di comunicazione. Alcune informazioni cambiano completamente la gestione di un intervento e in bocca non si vedono.
- I farmaci per l'osso. Bifosfonati e le altre terapie per l'osteoporosi contano anche se le hai sospese anni fa, anche se era una fiala una volta l'anno, anche se te le ha prescritte un reumatologo e non un dentista. È il dato che più spesso mi arriva tardi, e cambia la decisione più di quasi ogni altro.
- Anticoagulanti e antiaggreganti: non impediscono l'intervento, ma vanno gestiti d'intesa con il cardiologo o con il curante. La cosa da non fare mai è sospenderli di testa propria il giorno prima perché "c'è il dentista".
- Cortisonici a lungo termine, immunosoppressori, chemioterapie passate o in corso, radioterapia nella zona della testa.
- Un diabete che non è sotto controllo. Non è un veto: è un motivo per rimettere ordine con il diabetologo prima di aprire una gengiva.
Un consiglio pratico che vale più di tutto il paragrafo: porta la lista dei farmaci scritta, o le scatole. Il principio attivo stampato sulla confezione dice tutto; "quella pastiglia bianca la mattina" non dice niente.
Il fumo: dove i colleghi non sono d'accordo
Che il fumo aumenti i problemi di guarigione e la perdita di osso attorno agli impianti non è in discussione fra chi fa questo lavoro. Su cosa farne, invece, sì.
Alcuni colleghi fissano una soglia di sigarette al giorno e sotto quella non operano. Altri operano comunque e mettono tutto per iscritto. Io sto in mezzo, e non è una posizione comoda: valuto il fumo insieme allo stato delle gengive e al tipo di riabilitazione, perché lo stesso numero di sigarette pesa in modo diverso su un impianto singolo in un settore posteriore e su un'arcata intera avvitata su poche viti. Quando decido di procedere lo dico chiaramente: il rischio resta più alto, e i controlli saranno più ravvicinati.
Come si dice di no, in Via Tripoli
Non uso la parola "mai" senza mettere accanto una data o una condizione. Quando l'impianto si rimanda, dalla visita esce comunque un foglio con l'ordine delle cose: cosa si fa adesso, chi lo fa, quando si rivaluta, e cosa deve essere vero quel giorno perché si passi alla chirurgia.
Lo studio ha due sale e due odontoiatri: io per la parte chirurgica e implantoprotesica, il Dott. Pinochi per la parte che spesso viene prima. Nella pratica vuol dire che l'igiene e una cura da fare su un altro dente si possono incastrare nella stessa mattina della rivalutazione, invece che in due viaggi. Per chi scende da Marliana a gennaio, o per chi arriva in treno da Pescia, non è un dettaglio organizzativo: è la differenza fra un percorso che regge e uno che si interrompe a metà.
C'è poi il caso in cui l'impianto resta fuori discussione e non per poco tempo. Anche lì la visita non finisce con una scrollata di spalle: si guarda cosa tiene in piedi la masticazione con quello che c'è, e quasi sempre qualcosa c'è.
Cosa portare, per avere una risposta vera già alla prima visita
- l'elenco dei farmaci, scritto, compresi quelli sospesi negli ultimi anni
- gli esami radiologici precedenti in formato digitale — il file, non la fotografia della stampa fatta col telefono
- il nome del medico che ti segue per la patologia generale, se ce n'è uno
- se hai già un preventivo, portalo: si legge insieme, voce per voce
Con queste quattro cose sul tavolo, alla fine di una visita sai in che lista sei finito. Ed è un'informazione che vale, anche quando è quella che non speravi.
Se ti riguarda
Implantologia dentale a Montecatini Terme
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Tripoli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Quando un impianto non si può fare, e quando solo non adesso
1. La parodontite mi esclude per sempre dagli impianti?
2. Se prendo farmaci per l'osteoporosi devo rinunciare?
3. Quanto devo aspettare, se mi dite di sistemare prima le gengive?
4. Ho poco osso: è meglio un impianto singolo o un'arcata fissa?
Cosa dicono i pazienti
Vengo da qualche anno dai dottori Luca e Giovanni e mi trovo benissimo, ho inserito sia capsule ed effettuato igiene dentale, nessun dolore, fastidio, tanta professionalità sia da parte dei dottori sia del resto del personale molto gentile e affabile.
Mi trovo molto bene. Professionalità ma anche cortesia e grande gentilezza, cosa che fa davvero la differenza!
Bravissimi tutti, disponibili,gentili e molto professionali, ottima organizzazione.dottoressa e segreteria veramente di livello alto
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