
Estrazione dentale da Ponte Buggianese: quando serve




La risposta breve
I criteri con cui si decide se un dente si può ancora tenere, e perché da Ponte Buggianese un quarto d'ora di strada prima di una scelta irreversibile è tempo speso bene.
- Chi risponde
- Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Montecatini Terme
- Pubblicato
- 10 agosto 2026 · 7 min di lettura
- Area
- Valdinievole
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Se ti hanno detto che quel dente va tolto, la domanda utile non è se fidarti. È su quali elementi si regge quella conclusione. Alcune situazioni non lasciano una strada alternativa e rimandarle peggiora quello che c'è intorno; altre, a un primo sguardo, sembrano identiche e invece hanno ancora qualcosa da provare. A separarle bastano una radiografia recente, una sonda parodontale e mezz'ora di tempo.
Sono Luca La Scala, esercito in Via Tripoli dal 1997 e mi occupo di implantologia, chirurgia orale ed estetica dentale. Lo dico subito perché rende il resto meno sospetto: quando un dente esce, la vite poi la metto io. La parte del mestiere di cui parlo meno volentieri è quante volte conviene non arrivare fino a lì.
I criteri con cui un dente si considera perso
Non sono impressioni. Sono quattro condizioni che si vedono, si misurano o si toccano, e quando ce n'è una franca il discorso è chiuso davvero.
- Una frattura verticale della radice che scende sotto il livello dell'osso. È la condizione più netta di tutte: non esiste modo di sigillare una radice spezzata per il lungo, e ogni tentativo di tenerla compra qualche mese al prezzo di perdere osso che poi servirà.
- Un supporto osseo ridotto oltre il punto di non ritorno. Un dente che si muove sotto il dito, con una tasca profonda su tutti i lati e osso residuo scarso, non si ancora più a niente.
- Troppo poco dente sopra la gengiva. Per reggere una corona serve un anello di struttura sana lungo tutto il perimetro. Se la carie o una vecchia frattura sono scese sotto il margine gengivale su più pareti, non c'è presa: il restauro si scementa, rientra, e la storia ricomincia.
- Un'infezione che è già stata affrontata e ritorna su un dente con parete residua minima.
Fuori da questi casi, il «non c'è niente da fare» è una conclusione che merita di essere guardata due volte.
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Quello che, da solo, non decide niente
Alcune frasi vengono lette come sentenze e non lo sono. Le sento ripetere al telefono da chi chiama per prenotare, quasi sempre nella stessa forma.
«È devitalizzato e ha ripreso a far male.» Nella maggior parte dei casi vuol dire che un canale non era stato trovato, o che una corona si è infiltrata al margine. Si riapre. Il Dott. Pinochi lavora al microscopio operatorio nella sala accanto alla mia, e l'endodonzia e i ritrattamenti esistono esattamente per questo.
«La gengiva sanguina e si è ritirata.» La malattia parodontale si cura, e i denti che sembrano condannati al primo esame spesso si stabilizzano dopo la fase di terapia: la mobilità cala quando l'infiammazione scende. La parodontologia è la disciplina che decide quali si tengono, e la decisione si prende dopo il trattamento, non prima.
«Si è rotto.» Dipende da dove. Una frattura di cuspide, sopra gengiva, si ricostruisce.
E poi c'è l'ombra scura all'apice della radice vista in una lastra. Non è una condanna. È una lesione, e le lesioni si trattano.
Dove la risposta onesta è «dipende», e da cosa
Devo ammettere un limite, perché è la cosa che in visita crea più fraintendimenti: su alcuni denti la certezza arriva solo a lavoro iniziato. Una frattura verticale sottile può non comparire in nessuna immagine. La TAC cone beam che abbiamo in sede aiuta molto — vede in tre dimensioni, mostra lo spessore dell'osso residuo e a volte scopre una lesione che una lastra piatta nasconde dietro una radice — ma non ha la risoluzione per una linea di frattura di pochi micron. Quella si vede a corona rimossa, ingrandita, con la luce dentro.
Quindi in una parte dei casi la formulazione corretta è: proviamo a tenerlo, sapendo che se sotto troviamo una frattura ci fermiamo e passiamo al piano B. Non è un modo di rimandare la decisione. È dirti in anticipo quali sono i due esiti possibili, invece di farteli scoprire quel giorno.
C'è poi una zona su cui i colleghi non sono d'accordo, ed è giusto che tu lo sappia. Davanti a un dente con prognosi incerta e un piano implantare già chiaro, alcuni preferiscono togliere subito: l'osso è ancora integro, l'impianto si programma meglio, il percorso si accorcia. Altri tengono il dente naturale finché regge, anche a costo di operare dopo in condizioni più difficili. Io sto più su questa seconda posizione, ma non perché la prima sia sbagliata: dipende dall'età, da quanti altri denti sono in gioco e da quanto è realistico il mantenimento nel tempo.

Da Ponte Buggianese e Anchione: undici chilometri
Da Ponte Buggianese a Via Tripoli si risale verso Montecatini passando da Borgo a Buggiano: undici chilometri, un quarto d'ora fuori dagli orari di punta. Da Anchione qualcosa in più, ma siamo sempre in pianura, senza le curve che d'inverno rallentano chi scende da Marliana. Le indicazioni per l'auto e i parcheggi attorno allo studio sono nella pagina per chi viene da Ponte Buggianese.
Quel quarto d'ora, messo davanti a un'estrazione, è il rapporto costo-beneficio più favorevole di tutta l'odontoiatria. Perché l'estrazione è la sola cosa che non si corregge dopo: un'otturazione si rifà, una corona si rifà, un canale si ritratta. Un dente tolto no.
L'altra cosa che aiuta chi si sposta è come è fatta l'agenda. Due sale operative e due odontoiatri vogliono dire che nella stessa mattina si possono incastrare la valutazione, la lastra e — quando serve — un secondo sguardo del collega sul versante conservativo. Non sempre l'incastro riesce, dipende da quanto è piena quella fascia. Chiedilo quando prenoti.
Cosa portare, concretamente
Le radiografie in file digitale, non stampate. Se hai fatto una TAC altrove, il DICOM su una chiavetta. Il preventivo che ti è stato consegnato, per intero, con le voci — si legge insieme e si capisce dove sta la differenza fra due proposte. E l'elenco dei farmaci che prendi: gli anticoagulanti e i bifosfonati cambiano il modo in cui si programma qualsiasi chirurgia, e vanno dichiarati prima, non il giorno stesso.
Se ti riguarda
Estrazione denti a Montecatini Terme
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Tripoli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Estrazione dentale da Ponte Buggianese: quando serve
1. Chiedere un secondo parere offende il dentista che mi ha seguito?
2. Se aspetto di sentire un altro parere, rischio di peggiorare la situazione?
3. Tenere un dente incerto conviene sempre?
4. Il dente estratto va sostituito subito?
Cosa dicono i pazienti
dentista davvero bravo e professionale! Mi sono sentita subito a mio agio e, cosa importante, non ho provato dolore durante il trattamento. Anche le assistenti sono gentilissime, attente e molto preparate. Consigliatissimo!
Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare.
Ho conosciuto recentemente questo studio dentistico e sono rimasto subito colpito dalla gentilezza e dal sorriso all accoglienza, dello staff e della competenza dei dottori . Ho deciso di affidarmi a loro e ora posso dire di essere rimasto soddisfatto della mia scelta. Lo consiglio vivamente
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